Gli stemmi · 22

Giuseppe Svizzeri

Abate generale della Congregazione verginiana di Montevergine

Itri · 27 aprile 1850 – 17 aprile 1853

Sigillo di Giuseppe Svizzeri

Dalla morte dell'abate Raffaele De Cesare alla celebrazione del capitolo generale passarono tre mesi e mezzo. In seguito ad una lettera del cardinale protettore Fabio M. Asquini, del 3 aprile 1850, si presero subito alcune importanti deliberazioni, tra cui quella di ricostituire ad Airola la famiglia monastica completa di almeno 10 religiosi con l'apertura dell'alunnato.

Per giungere all'elezione di Giuseppe Svizzeri si richiesero ben 42 scrutini, un primato assoluto in tutta la storia di Montevergine.

Anche lo Svizzeri, come il suo predecessore, ricevette la benedizione abbaziale dal vescovo di Avellino, Giuseppe Maniscalchi.

Ci piace segnalare in questo triennio l'inizio della strada rotabile da Mercogliano al santuario, dovuta all'energica e costante volontà di Guglielmo De Cesare. Rimase invece, per ora, inattuato un progetto accarezzato dal cardinale Asquini, di innalzare una statua di marmo in Vaticano in onore di S. Guglielmo.

Dopo il suo governo abbaziale, lo Svizzeri visse ancora tre anni, finché morì il 19 luglio 1856, all'età di 79 anni. Con lui scompariva l'ultimo verginiano del periodo prima della soppressione del 1807. Nel suo triennio di governo non fece molto, ma forse i tempi non permettevano di più.

Il suo sigillo presenta forma circolare con lavorazione a perlinatura interna. Nella parte alta troviamo il galero con sei nappe per lato, simbolo della sua dignità abbaziale; al centro è presente lo scudo di tipo veneto partito, dietro al quale si vedono la croce astile e il pastorale. Nel primo campo dello scudo, a sinistra dello spettatore o destra araldica, sono raffigurati i simboli della Congregazione Verginiana di Montevergine: la croce patriarcale sopra i tre monti stilizzati ai cui lati compaiono le lettere «M» e «V» (Montis Virginis). Il secondo campo dello scudo, a destra dello spettatore, quello destinato allo stemma personale dell’abate Svizzeri, mostra un’ulteriore partizione, con diverse figure poco riconoscibili, probabilmente un leone rampante e un’aquila bicipite, alternate a simboli generici, quali le crocette di Sant’Andrea, gli scaglioni e le tre stelle a sei punte.

Fonti visive

Gallery